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DIRETTORI CREATIVI BALMAIN
Dal 1945, Balmain si è evoluta grazie alla visione dei suoi direttori creativi, le cui impronte successive hanno caratterizzato l’identità della Maison. In equilibrio tra la tradizione couture e una costante ricerca della modernità, ognuno di essi ne ha reinterpretato i codici, infondendo nuova energia, fascino e uno stile che rispecchiano il proprio tempo.
ANTONIN TRON (DAL 2025)
Nato a Parigi nel 1984, Antonin Tron ha studiato design di moda e ha conseguito un master in arti visive presso l’Accademia Reale di Belle Arti di Anversa. Dopo essersi laureato nel 2008, è tornato a Parigi e ha trascorso i diciassette anni successivi lavorando nei team di design di alcune delle più prestigiose Maison di moda di lusso francesi. Nel 2016, ha lanciato la sua etichetta indipendente, ATLEIN, guadagnandosi rapidamente il riconoscimento del settore e ricevendo numerosi premi, tra cui l’ANDAM Prix des Premières Collections nello stesso anno. Attento alla forma e alla fisicità, Antonin pone al centro del suo lavoro il corpo: la sua tensione, la sua energia e il suo movimento, espressi attraverso drappeggi scultorei, una sensualità radiosa e un’eleganza che affonda le sue radici in un savoir-faire senza tempo. Il suo approccio riflette la volontà di portare avanti la convinzione di Pierre Balmain, secondo il quale “la sartorialità è l’architettura del movimento”, considerando la moda come un’arte spaziale che modella la forma umana con precisione ed emozione.
OLIVIER ROUSTEING (2011-2025)
Olivier Rousteing è entrato a far parte di Balmain nel 2009 per dirigere lo studio di design ed è diventato direttore creativo nel 2011 a soli 25 anni, diventando così il più giovane direttore di una Maison di moda francese di sempre. Di origini somalo-etiopi e nato a Bordeaux, ha trascorso 15 anni a reinterpretare il patrimonio e lo spirito di Balmain, attualizzandone i codici per adattarli allo spirito del tempo, e facendo conoscere il marchio a una nuova generazione di fan e alla famosa Balmain Army. Celebre per i suoi modelli audaci e glamour e per i suoi ricami di grande effetto, Rousteing ha vestito innumerevoli celebrità e ha stretto forti legami con il mondo della musica, collaborando con artisti in occasione di performance e campagne.
CHRISTOPHE DECARNIN (2005-2011)
Christophe Decarnin è entrato a far parte di Balmain nel 2005 come direttore creativo, portando con sé una visione audace e moderna che ha ridefinito la Maison per il XXI secolo. Rinomato per la sua estetica audace e dal tocco rock, ha rivoluzionato le silhouette di Balmain con tagli netti, spalle marcate e ricami sfarzosi, fondendo l’energia rock-chic con la tradizione couture di Balmain. Durante il suo incarico è nata “Balmania”, un fenomeno culturale che celebra il glamour, l’approccio allo stile e una femminilità audace. Nel 2008, Decarnin ha esteso il marchio alla moda maschile, introducendo jeans strappati, giubbotti in pelle e capi sartoriali dal taglio audace come elementi distintivi. I suoi modelli straordinari e di grande impatto hanno riportato Balmain al centro della scena della moda contemporanea.
CHRISTOPHE LEBOURG (2002-2005)
Diplomato all’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne nel 1980, Christophe Lebourg ha lavorato per diverse Maison di prêt-à-porter prima di entrare a far parte di Balmain nel 2002, dove è rimasto fino al 2005. Immergendosi negli archivi della Maison, ha esplorato la geometria dei capi, riprendendo l’approccio originale di Pierre Balmain. Lebourg ha creato sia raffinati capi sartoriali da giorno, sia sontuose creazioni da sera, incarnando il duplice spirito di eleganza e glamour della Maison. Ispirandosi alla filosofia di Balmain, si è concentrato sull’esaltazione della femminilità, creando modelli che celebrano la sensualità e la raffinatezza. Il suo incarico ha ribadito l’impegno della Maison nei confronti della precisione architettonica, dei dettagli lussuosi e delle silhouette intramontabili, che valorizzano la figura.
LAURENT MERCIER (2002-2003)
Acclamato per il suo marchio personale e vincitore del prestigioso premio ANDAM, Laurent Mercier è entrato a far parte di Balmain nel 2002 come direttore creativo della linea prêt-à-porter. Due stagioni dopo, è stato nominato stilista e ha presentato una collezione di alta moda per la Primavera-Estate 2003 intitolata Balmasqué: un simpatico omaggio alla tradizione della Maison. Noto per il suo approccio creativo e il suo acuto senso della modernità, Mercier ha reinterpretato i codici di Balmain con arguzia e raffinatezza, fondendo una sartoria architettonica con un tocco contemporaneo. Breve ma di grande impatto, il suo incarico ha messo in luce la sua capacità di coniugare la tradizione con un’innovazione giocosa, lasciando un’impronta distintiva nell’evoluzione della Maison dei primi anni 2000.
OSCAR DE LA RENTA (1992-2002)
Nato a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, Oscar de la Renta ha portato una sensibilità tipicamente americana nella moda parigina durante la sua collaborazione decennale con Balmain, dal 1992 al 2002. Grazie a lui, la Maison è diventata uno dei marchi di alta moda più venduti di Parigi, reinterpretando le iconiche silhouette di Balmain con una raffinatezza eccezionale che ha avuto un grande impatto negli anni '90 e nei primi anni 2000. Oltre all’alta moda, de la Renta ha disegnato anche la linea di prêt-à-porter di lusso Ivoire, che unisce eleganza, raffinatezza e femminilità moderna. Rinomato per la sua maestria nel gestire le proporzioni, i tessuti pregiati e un fascino senza tempo, ha lasciato un’eredità che ha rafforzato la reputazione di Balmain come marchio di una moda raffinata, audace e realizzata in modo impeccabile.
HERVE PIERRE (1990-1992)
Hervé Pierre Braillard, diplomato all’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, ha iniziato la sua carriera presso Balmain sotto la guida di Erik Mortensen. Dal 1990 al 1992, ha diretto sia la linea prêt-à-porter che quella Haute Couture, mantenendo alta la reputazione della Maison in materia di raffinata eleganza grazie a collezioni curate nei minimi dettagli e realizzate in modo impeccabile. Le sue collezioni si sono distinte per le silhouette dinamiche e i dettagli espressivi, valorizzando il patrimonio di Balmain attraverso tagli scultorei, texture sontuose e tocchi di grande effetto. Dopo aver lasciato la Maison, si è trasferito negli Stati Uniti, dove continua a costruirsi una brillante carriera internazionale.
ERIK MORTENSEN (1982-1990)
Entrato a far parte della Maison di Pierre Balmain nel 1948, il designer danese Erik Mortensen è stato per oltre trent’anni il braccio destro di fiducia e il partner creativo più stretto del fondatore. Scelto naturalmente come successore di Balmain, ha completato la collezione Autunno-Inverno 1982, portando avanti lo spirito couture della Maison con straordinaria maestria fino alla collezione Autunno-Inverno 1990. In qualità di direttore artistico, Mortensen ha vinto due prestigiosi premi Dé d’Or, nel 1983 e nel 1987, e in seguito ha curato la raffinata linea Balmain Ivoire. La sua eredità fonde il dramma barocco con silhouette decise, vita scolpita, drappeggi e spalle imponenti, infondendo nuova energia al DNA di Balmain con uno spirito tipicamente anni ’80.
PIERRE BALMAIN (1945-1982)
Pierre Balmain (1914-1982), fondatore della Maison di moda Balmain nel 1945 e ideatore del “New French Style”, ha avuto un ruolo centrale nella rinascita della haute couture parigina dopo la Seconda guerra mondiale. Conosciuto come il Couturier delle regine e delle principesse, ha saputo fondere linee architettoniche con ricche influenze culturali e l’amore per i viaggi, lo sport e la natura. Allievo di Edward Molyneux e successivamente collaboratore creativo di Lucien Lelong, ha mantenuto i più alti standard dell’artigianato francese. La sua celebre Jolie Madame ha definito una silhouette elegante e femminile, mentre i suoi straordinari abiti ricamati sono diventati il segno distintivo della sua arte. Raffinato, cosmopolita e visionario, Balmain ha plasmato l’alta moda moderna per oltre cinquant’anni, fino al 1982.
Nel corso dei decenni, la Maison ha potuto contare anche sul contributo di molte personalità di talento che hanno contribuito a plasmare il suo straordinario percorso creativo, tra cui Dominique Morlotti, Peggy Huynh Kinh, Bernard Sanz, Andrew Gn, Patrick Aubert e Gilles Dufour.